Come posso fare per avere più tempo per …?

Una delle, diciamo, delle domande, delle richieste che mi fanno spesso i miei clienti che sono, comunque, imprenditori e liberi professionisti e manager è: “Come posso fare per avere più tempo per la mia famiglia, per stare coi miei figli, per andare in vacanza, per fare un viaggio?”.

Ecco, questa è una delle domande più scottanti che mi fanno e quindi il tema, che voglio appunto brevemente affrontare, è l’ottimizzazione del tempo ma da un lato più di qualità, non di quantità.

In che senso?

Allora, quando si parla di ottimizzazione del tempo, solitamente si pensa a tutti i trucchi che troviamo online per migliorare l’efficienza ed essere produttivi. Ovvero, cercare di essere, di fare più cose in meno tempo.

Ad esempio, la magica out to do list. Ok, ho fatto la mia lista oggi devo riuscire a fare tutte questi, queste cose che ho scritto nella giornata. E sembrerebbe che sia un successo nell’ottenere queste cose fatte. Sicuramente è un qualcosa di utile ma non è detto che questo sia alla fine quello che una persona vuole. In particolare, vuole proprio vedere con voi, vorrei condividere il concetto di creare tempo di valore. Il tempo che conta per noi, proprio per quello che noi desideriamo.

Partiamo da alcuni dati di fatto che ho raccolto su internet, da ricerche fatte. Innanzitutto, partiamo tutti uguali. Non c’è una diseguaglianza, un’ingiustizia, nel senso che non c’è il più ricco o il più povero in termini tempo.

Abbiamo tutti la stessa quantità di tempo e questo è un dato di fatto. Allora, da Wikipedia, ci dice che la vita media in Italia per quanto riguarda gli uomini è 80 anni, le donne, invece, sono un po’ più fortunate, arrivano anche 84 anni di media.

Togliendo a questa, a questo quindi togliendo questo calcolo una media di otto ore al giorno, per chi riesce a dormire otto ore al giorno. Dunque, facciamo un esempio di otto ore al giorno di sonno, arriviamo a circa 53 anni effettivamente disponibili nel fare quello che possiamo fare, quel che vorremmo fare. Ok, a questo dovremo però togliere,  detrarre i tempi morti. Che sono i tempi di attesa che magari incontriamo nelle code al supermercato, in posta in banca e altre cose del genere. Questo, quindi, si assottiglia di più. Per non parlare delle persone che ci fanno perdere tempo. Quindi, le persone che, magari, ci coinvolgono nelle loro situazioni e anche lì il nostro tempo viene risucchiato. Quindi, il tempo non è solo una quantità intangibile, che si presta ad una gestione meccanica per arrivare ad essere efficienti.

In realtà, il tema che volevo appunto affrontare è che esiste anche una percezione del tempo.

Abbiamo tutti visto persone che in contesti simili, tipo in una festa o in una riunione sociale, reagisco differentemente. Non sono tutti uguali a percepire tempo.

C’è chi, ad esempio, a questa festa, questa riunione magari si è divertito molto, allora, il tempo è volata per questa persona. C’è chi, invece, si annoia che proprio non si sta divertendo, sembra che il tempo non passa mai. Ed in quel caso, è facile che dica: “Sto buttando via il mio tempo”, “Sto sprecando il tempo”. Quindi, sono percezioni diverse in uno stesso contesto, in uno stesso lasso di tempo trascorso. Quindi, di base, reazioni e percezione del tempo sono soggettive ma da cosa dipende tutto questo fondamentalmente? Cos’è che causa tutto questo?

Fondamentalmente esiste una capacità di godersi il tempo e dipende dai nostri desideri, da quello che veramente conta di noi, conta di più per noi nella vita.

Un bel esempio di questo, potrebbe essere quello che mi viene in mente quando eravamo bambini il mondo ci sembrava tutto bello, eravamo pieni di sogni desideri per il futuro e il tempo era abbondante, eravamo, avevano tantissimo tempo. Eravamo impegnati a giocare, ci divertivamo, non c’era sicuramente scarsità di tempo. La nostra percezione del tempo era tale anche per cui le giornate sembravano lunghe, non finivano mai e questo era quello che all’epoca sentivamo. Uno potrebbe dire: “Vabbè, certo quando si è bambini…”, è vero, magari si ha questa cosa. Però c’è qualcuno dietro ovvero i genitori che mettono che agevolano questa condizione, no. Che costruiscono questo mondo ad hoc per il bambino. È vero questo è indubbio.

Però la lezione, che io ho imparato e che ho sperimentato e che vorrei condividere, è che questa cosa può essere ripristinata. Cioè, si può, si può migliorare questa capacità di sognare e di desiderare ciò che conta, ciò che ci fa felici e far diventare una responsabilità da portare avanti.

Questo è un po’ il punto.

A differenza di quando erano bambini, non c’è il genitore che ci può dire: “Ok, adesso qualsiasi cosa voglio io ti mettono nella condizione di …”. Sta a noi impegnarsi e portare avanti questa responsabilità. Questa è la cosa che cambia ma, ma si può fare. Non è, non è qualcosa che è impossibile.

Per far capire ancora bene questo concetto, dell’ottimizzazione del tempo legato proprio al fatto di creare tempo di valore e fare quello che veramente noi desideriamo, c’è un proprio una storia che non è una storia inventata è proprio in realtà, un dato di fatto, molto bello ed è legato a un piccolo posto sul pianeta, una piccola isola che si chiama Okinawa.

Questa isola, che in si trova in Giappone, allora in pratica, è un posto dove le persone vivono più a lungo che in qualunque altra regione della terra. Infatti, viene chiamata “Isola dei centenari“, viene chiamata. Non solo quasi tutti invecchiano sani e continuano a condurre vite autonome. È una storia che, non è una storia inventata, é proprio una realtà, é una storia di folclore di quella terra che è nota come l’isola degli immortali.

Quindi, non solo quasi tutti invecchiano sani, lavorano e continuano a condurre la loro vita. Praticamente queste persone cosa fanno durante la giornata, continuano a ballare, si divertono fanno, ad esempio, una cosa che prende molto che è molto curiosa che si vedono ottantenni che girano in mountain bike, in motorino oppure che praticano il Tai Chi, che una forma d’arte marziale e  ciò ha dell’incredibile, perché vedi queste persone che hanno 80 anni e quando queste cose che magari neanche un trentenne quarantenne riesce a fare.

Ma “Solo in Giappone c’è questa cosa?”. No, infatti è una bella domanda. Allora, ho studiato questo fattore e in realtà ci sono altre zone e sono ben chiamate zone blu, che sono le zone dove praticamente c’è la più alta percentuale di persone che vivono oltre cent’anni. Insomma, dove ci sono i centenari. C’è addirittura anche in Italia una zona, è in Sardegna che la zona di Ogliastra, dove ci sono anche lì dei centenari.

Quindi, senza bisogno di andare ad Okinawa, si potrebbe andare a fare una visita ad Ogliastra e capire cosa fanno queste persone per vivere più di cent’anni. Infatti, la cosa è molto curiosa e non è detto che ci vada tra non molto. Per finire questo discorso sul, su e quindi su Okinawa e sul, diciamo, su come questi centenari fanno questa vita. Stavo dicendo, quindi, queste, questi centenari, appunto, chiaramente cosa fanno, hanno il loro orto, mangiano cose, ovviamente super naturali e super e genuine e non sono pensionati, quindi lavorano. Ma il loro segreto qual è? Il loro segreto si chiama Ikigai.

È una filosofia giapponese ed Ikigai significa “Trovare lo SCOPO”, il senso, la ragione della propria vita.

Avere un Ikigai chiaro, significa semplicemente avere uno scopo chiaro della propria vita. Sapere cosa tu vuoi fare nella vita. Ecco, grazie a questa la filosofia queste persone, non solo percepiscono il tempo in modo completamente, come se fosse bambini divertendosi e godendosi il tempo, ma addirittura il tempo si è allungato per loro. Infatti la loro vita arriva ad oltre cent’anni. Quindi, i nostri saggi amici giapponesi hanno qualcosa da insegnarci in questo.

Però, senza andare in Giappone, quello che ho notato, quello che ho sperimentato su di me ma anche sulle persone che ho aiutato, che sono diverse su questo particolare aspetto, è che scoprire proprio esattamente ciò che una persona vuole nella sua vita, ciò che veramente conta di più, aiuta ad identificare quello che può essere chiamato il tempo di valore di qualità e poi da lì bisogna muoversi chiaramente per mantenerlo costante questo tempo di qualità. E quindi,  non è solo una questione di: Ok a me piace quello.”, poi serve una sorta di piano, una sorta di linea guida, per arrivare a a godersi tempo e questo è un po’ il concetto che voglio condividere con voi. Quindi,  il mio messaggio è questo.

Ci persone, e ne conosco diverse, che pur avendo tempo che avanza, in realtà loro non sanno come usarlo. È come se in qualche modo lo sprecano in cose che non hanno valore veramente e loro stesse non ne giovano. Quindi, quello che andrebbe fatto è capire bene cosa è di valore per loro, che cosa li rende veramente felici e questa cosa è un qualcosa che va visto, va chiarito, comunque messo in luce, messo proprio in chiaro. Una volta identificato questo, poi serve comunque un piano, servono comunque delle azioni da mantenere. Una specie di linea guida, come dicevo prima.

Questi passi, comunque, sono da fare a prescindere dal fatto, che comunque la tecnologia ci agevola ad avere più tempo. Perché, appunto, la tecnologia non ci deve, non può prenderci e farci diventare felici solo per il fatto che il tempo ci avanza. Siamo noi che dobbiamo capire cosa è di valore per noi, mettere giù un piano e poi seguire questo piano e questo ci porterà a essere sicuramente più felici e più coerenti con noi stessi. Questo è quello che io ti direi di fare e che faccio abitualmente con clienti ma anche amici. E questo è per me molto gratificante.

Se vuoi  saperne di più su come trovare tempo ma anche come capire veramente ciò che conta di più nella vita, come capire bene cosa è realmente importante per ognuno di noi, abbiamo anche un ebook, che è proprio incentrato sul tema:”Il perché“.

È stato scritto dal mio partner e collega Peter Simpson e appunto per chi volesse approfondire questo soggetto, quindi, “Come faccio ad avere più tempo di qualità? Ma soprattutto, come faccio capire tutto ciò che conta di più nella vita per me?”.

Questa potrebbe essere un’ottima lettura.

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