dipendente che si lamenta

Come gestire collaboratori lamentosi

Succede anche a te, di dover gestire collaboratori lamentosi e poco produttivi che ti sottraggono tempo prezioso per le tue attività prioritarie e di valore?

Se è così, allora continua a leggere questo articolo perché ti fornirò alcuni consigli semplici e pratici per iniziare da subito a migliorare lo scenario nella tua azienda. 

Vediamo come se la passano gli imprenditori con il loro personale in questa era del post-Covid.

Da uno studio condotto da Manpower, la multinazionale della ricerca e selezione del personale, il 49% dei dipendenti è pronto a cambiare azienda per ottenere più benessere e 2 su 3 vogliono lavorare per aziende che hanno i loro stessi valori. 

Tradotto significa:

potenzialmente che molto più della metà dei tuoi dipendenti sarebbe disposta a cambiare datore di lavoro indipendentemente dagli incentivi economici che potresti mettere in atto. 

Caliamo questo scenario nella tua realtà aziendale e vediamo cosa puoi fare da subito per non subirla passivamente e ritrovarti a dover tappare i buchi da eventuali collaboratori che se ne vanno.

Innanzitutto, non tutti i collaboratori problematici e lamentosi sono uguali.

Ogni persona è diversa e non dovresti credere che:

tutti quelli che si lamentano sono dei pesi di cui fare a meno. 

In questo gruppo sempre più folto è importante che identifichi quelli che remano dalla tua parte e hanno dimostrato di contribuire ovvero I PRODUTTIVI. 

Il modo più efficace per identificarli è misurare il loro lavoro con numeri o statistiche che rappresentano realmente il loro operato. Non è un qualcosa da fare a spanne ma serve un metodo. (Scarica eBook KPI AZIENDALI, CHE COSA SONO , COME UTILIZZARLE PER FAR PRODURRE I TUOI COLLABORATORI)

Una volta che li hai identificati  dovrebbero essere trattati con priorità e dovresti incontrarli di persona, preferibilmente in presenza dove è più semplice creare empatia e cogliere le loro paure, desideri e speranze. 

Durante l’incontro sforzati di ascoltarli e capire cosa c’è che li preoccupa ed anche se ti senti “attaccato” ricordati che il tuo obiettivo non è quello di aver ragione ma di ricreare l’armonia necessaria per tenerli a bordo. 

La stragrande maggioranza dei problemi con i collaboratori è dovuta ad una comunicazione non chiara e completa che crea quindi malintesi e contrasti. 

Bene, ti chiederai, e tutti gli altri collaboratori problematici e non sono così produttivi cosa dovrei fare?

Vale la regola del punto precedente ma monitora anche i risultati usando le statistiche e se noti che non sono al passo con le aspettative ti consiglio di prendere in considerazione anche questo approccio. (Leggi anche Collaboratori dipendenti critici e lagnosi che si lamentano sempre…)

In conclusione, come puoi vedere con i tuoi occhi il mondo del lavoro, ma non solo, sta cambiando in fretta ed “aspettare che passi il momento” o attendere che le cose tornino come prima potrebbe essere un errore fatale. 

La competenza della gestione del personale sarà sempre più importante, per avere nel tuo team i migliori collaboratori produttivi in circolazione ed evitare che vadano altrove o peggio alla concorrenza. 

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